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Riserva Naturale Orientata Rossomanno-Grottascura-Bellia

 

Daucus carota
Copre una grande area del territorio Ereo posta tra i centri urbani dei comuni di Aidone, Piazza Armerina e Valguarnera. Atipica rispetto alle altre aree protette, è stata costituita per proteggere un ambiente naturale in cui l'uomo ha avuto una parte preponderante. Conserva e tutela, infatti, un antico rimboschimento a conifere in un'area antropizzata fin dall'età del rame (VIII - VII sec. a.C.), come testimoniano i resti dell'antico villaggio di Rossomanno distrutto nel 1394. Quest'area dominata dal pino domestico e dall'eucalipto, presenta non di rado popolazioni di querce, lecci, sorbi, castagni e perastri oltre ad un folto corteggio erbaceo ed arbustivo. Paesaggisticamente il territorio è caratterizzato prevalentemente da altipiani sabbioso-arenacei posti a quote di 600-800 m.s.l.m., su cui l’azione geomorfica dell’acqua e del vento ha prodotto magnifiche forme di erosione selettiva che viene accentuata dal colore giallo dorato delle sabbie. Grande suggestione destano le numerose strutture
Turris
sedimentarie che è possibile riscontrare tra gli strati: la stratificazione parallela, dovuta all’alternanza di livelletti arenacei con livelli sabbiosi; i ripple marks, le increspature  formate dal movimento oscillatorio delle onde sul fondo sabbioso; le concrezioni di materiale cementato,  distribuite irregolarmente nella massa sabbiosa, dalle forme più svariate; le impronte collegate con l’attività biologica, strutture ad andamento meandriforme, a sezione circolare, dovute a bioturbazioni di organismi bentonici viventi in ambienti litorali (fodinichnia).
Spettacolari sono i dicchi clastici, strati di spessore compreso tra pochi cm e 50 cm,  a giacitura verticale di composizione quarzarenitica o calcarenitica che attraversano pacchi di starti della stessa natura, non cementati a giacitura suborizzontale. Ma la maggiore espressione dell’azione erosiva degli agenti atmosferici si osserva nelle incredibili forme delle “Pietre incantate o Pupi ballerini”, una sorta di cerchio magico che la fantasia popolare ha voluto attribuire ad un sortilegio che pietrificò una danza sabbatica. La riserva, che rappresenta una sorta di parco archeologico immerso nel verde di un vasto bosco, è dotata di una delle maggiori aree attrezzate della Sicilia (Ronza), capace di ospitare centinaia di visitatori. Nel 2005 all’interno della Riserva Naturale, gestita dall’Azienda delle Foreste Demaniali, è stato aperto il centro di recupero della Fauna Selvatica, munito delle più moderne attrezzature per la cura della fauna e di aula didattica per lo studio dell’ambiente e gestito dalla LIPU, Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli.

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