Polis di Morgantina
A 6 km da Aidone, in località Serra Orlando, sono raggiungibili i resti della città siculo-ellenizzata di Morgantina. Gli scavi hanno rivelato tracce di frequentazioni risalenti all'età del Bronzo. Il sito fu abitato dai Morgeti fin dal X sec. a.C. e successivamente ellenizzato (I sec. a.C.) da un gruppo di coloni calcidesi. Verso il 460 a.C. La città fu distrutta da Ducezio, capo dei Siculi, che combatteva per l'indipendenza dell'isola dall'egemonia greca. Ricostruita più a valle, la prosperità di Morgantina risale soprattutto al periodo tra il IV e il III sec. a.C., grazie alla sua posizione privilegiata, all'incrocio delle vie di comunicazione interne dell'isola, in una fertilissima pianura bagnata dal Gornalunga, ricca di pascoli e selve. La città ha uno schema ortogonale: le arterie principali (platèiai) sono orientate da est a ovest, quelle secondarie (stènopoi) da nord a sud. L'agorà, con gli edifici ad essa connessi, costituisce la parte principale della polis. E' divisa in due livelli collegati da una scalinata: al livello superiore si riconoscono la sede del senato (bouleuterion), il gymnàsium, il macellum e il prytanèion. Al livello inferiore troviamo il teatro e un santuario dedicato alle dee protettrici della città Cerere e Proserpina. Il teatro è stato direttamente ricavato nella dura roccia del Pliocene superiore di colore prevalentemente giallo con frequenti “spots” dovuti alla presenza di idrossidi di ferro sulla superficie dei granelli quarzosi. I banchi litoidi sono costituiti da quarzarenite, da lumachelle (brecce di frammenti di molluschi) e da calcareniti, hanno spessore variabile da pochi cm a 5-20 m e sono intercalati a sabbie a grana fine di colore prevalentemente giallo chiaro, costituite da quarzo con rari frammenti di calcite e feldspati. Le sabbie, riccamente fossilifere, contengono associazioni di forme litorali ostrea, pecten, turritella, nassa, aporrhais, cardium, murex, chlamys, gliimeris e microfauna a foraminiferi bentonici.
