LA FAUNA DI SICILIA
La fauna italiana è costituita da 57.422 specie di cui 52.168 invertebrati e 1.254 vertebrati, rappresentate da una grande varietà di endemismi. Nonostante la rilevanza di questo patrimonio naturale, manca attualmente un’adeguata conoscenza di base sulla presenza, la consistenza e la distribuzione di un gran numero di specie. Le principali cause che minacciano la fauna italiana derivano innanzi tutto da uno scorretto rapporto uomo-animale e, come nel resto del pianeta, dalla scomparsa, dalla frammentazione e dal degrado degli habitat, dall’introduzione di specie esotiche (Red List of Threatened Animals - IUCN, 1996). La mancanza di interesse e di considerazione, da parte del mondo politico ed istituzionale, dell’importanza di conservare una tale elevata diversità di specie, determina di fatto una gestione della fauna che invece di basarsi sui principi della conservazione, è fondata sulle pressioni del mondo venatorio e della pesca sportiva che spesso dimostrano di avere una visione localistica e consumistica del patrimonio faunistico. La Sicilia comprende un grande numero delle specie che costituiscono la Fauna italiana, soprattutto in relazione alla posizione geografica dell'isola e delle minori isole che ne compongono l'arcipelago. E' evidentemente impossibile parlare approfonditamente di tutte le presenze faunistiche del territorio, pertanto, ci limiteremo a trattare l’argomento in generale ricordando però, che le osservazioni sulla fauna vanno di anno in anno rieffettuate e che ogni giorno nuove informazioni si aggiungono alle conoscenze attuali.
LA FAUNA DI SICILIA NEL PASSATO
La Sicilia, essendo un’isola, ha subìto e subisce quei condizionamenti che l’isolamento attiva nei confronti dei diversi taxa. La speciazione, in ultima analisi, avviene con una maggiore velocità a causa dell’isolamento al quale alcune specie sono sottoposte. Nel passato gli effetti della insularità siciliana e delle isole siciliane minori si fecero sentire con la comparsa di specie molto interessanti, tra queste vanno certamente citate alcune di quelle appartenenti ad un periodo caldo dei tempi andati, il “Milazziano”. In questo periodo, in Sicilia vissero l’elefante nano del Falconeri (Elephas melitensis o Elephas falconeri), un pachiderma ridotto in dimensioni sino a presentare individui alti solo 40 centimetri al garrese, un ghiro gigante (Leithia melitensis) ben più grande dell’odierno abitatore dei boschi detto dai siciliani “surci giacaluni”, ma anche ippopotami, coccodrilli e diverse specie di ungulati.
LA FAUNA ODIERNA
A partire dalla fine dell’ultima glaciazione, la fauna della Sicilia si è stabilizzata nelle odierne condizioni generali, una fauna a componenti sia boreali e paleartiche sia mediterranee e microasiatiche caratterizzata, soprattutto nella erpetofauna, da endemismi a diffusione puntuale. Fondamentalmente la fauna siciliana, nelle sue specie maggiori per dimensioni, mantiene una certa appartenenza all’area paleoartica, infatti, le specie dei mammiferi, ad esempio, sono pressoché tutte europee, dominate (ab antiquo) dalla presenza del lupo (Canis lupus) in seguito estinto, e comprendenti ungulati quali il cervo (Cervus elaphus hippelaphus) e il capriolo (Capreolus capreolus) anch'essi estinti, il cinghiale (Sus scropha), dei mustelidi quale la donnola (Mustela nivalis boccamela) e la martora (Martes martes), forse la lontra, e un felino, il gatto selvatico (Felis sylvestris). Forse solo un roditore, l’istrice (Histrix cristata), rappresenta la provenienza più africana ed orientale per quanto diffusa nell’ambito del bacino del mediterraneo. Diversa è la situazione che si ritrova nelle specie minori, infatti, non è raro riconoscere sia endemismi estremamente puntuali che provenienze africane, non solo tra insetti ed artropodi in generale, ma anche tra i rettili che, sopravvissuti alle glaciazioni, sono riusciti a mantenere una colonizzazione dell’isola e del suo arcipelago a testimonianza di passate ere. Endemico del meridione d’Italia è il discoglosso (Discoglossus pictus), una sorta di rana paffuta dalla lingua discoidale, molto diffuso nelle aree umide dell’isola maggiore, così come la sottospecie di Rospo, il verrucoso (Bufo bufo spinosus), il maggiore anfibio d’Europa ed uno dei più grandi del mondo. Endemica della Sicilia è la Lacerta wagleriana, una lucertola verde che si alterna alla cogenerica Lacerta sicula. Oggi sono in grave pericolo decine e decine di specie, dall’aquila reale (Aquila chrysaetos) e del Bonelli (Hieraetus fasciatus), alla coturnice (Alectoris greca whitakeri), a lepidotteri ed altri artropodi cacciati da collezionisti e stretti nella morsa della diminuizione dell’ambiente naturale disponibile. La Sicilia è oggi uno dei luoghi che maggiormente soffre del peso antropico. L’isola è grande più o meno come la vicina Sardegna, la differenza è fatta da una manciata di chilometri quadrati, ma “sopporta” il peso e le richieste ambientali di una popolazione cinque volte maggiore e di un turismo quantitativamente molto più aggressivo.
